Lorenzo Zangheri

Lorenzo Zangheri, classe 1978, nasce e vive a Spoleto.
Artista ingegnere, curioso e creativo, mostra sin dalla scuola materna interesse per la rappresentazione artistica: all’età di 4 anni, con pennellate di 3 colori diversi, cerca di riprodurre la composizione di pietre bianche, grigie e rosa del rivestimento dell’edificio scolastico, destando l’attenzione delle insegnanti, abituate a raffigurazioni ben più semplici.
Durante il periodo d’infanzia successivo, disegna pure su qualsiasi tipo di supporto, dalla carta da pacchi al lastrico solare al piano terra del proprio condominio, dove rappresenta enormi animali marini, sentieri e planimetrie di fantomatici giardini zoologici, poi apprezzati dagli inquilini dei piani superiori.
Combattuto su quale dovesse essere la propria strada formativa futura, inizia un percorso diverso, allontanandosi – per quasi 20 anni – dalla produzione artistica: dopo la maturità scientifica, consegue la laurea in Ingegneria Edile Architettura presso l’Università Politecnica delle Marche.
Avviata la professione di ingegnere nel settore civile, dopo aver destato l’attenzione di colleghi e tecnici di enti pubblici con schizzi a mano libera di by-pass fognari, interferenze con reperti archeologici, opere provvisionali per la sicurezza degli operai (riportati in tavole e relazioni tecniche), frequenta il Corso Scuola di Nudo del M° Franco Venanti presso l’Accademia delle Belle Arti di Perugia ed, incoraggiato dai positivi commenti sulla propria buona mano, riscopre il disegno artistico, al quale torna a dedicarsi per periodi sempre più lunghi.
Da sempre convinto dell’arte come comunicazione, esprime messaggi, mementi e moniti in una forma di ingegneria concettuale; il mondo rappresentato da Lorenzo Zangheri, è talvolta un mondo arido, di campi lunghi, di precarietà, di equilibri, ma sempre riferito alla vita reale. Per farlo, si avvale dell’antica mina in ematite, ovvero la tecnica a Sanguigna su carta di pura cellulosa.
Nell’era del rendering iperrealistico, del disegno digitale tanto perfetto per quanto asettico, Lorenzo Zangheri riabilita un figurativo concettuale, ibridando formazione accademica tecnica e naturale dote artistica, discipline oggi misurabili sempre più distanti.

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